Trento, 23 apr – Il rapporto tra mercato e democrazia analizzato nelle sue diverse sfaccettature, che passano dall’economia ai temi della formazione, della legalità, dell’interazione con il sud del mondo. Ecco il tema della terza edizione del Festival dell’economia, presentato ieri mattina a Milano presso il circolo della stampa dai soggetti promotori della kermesse che nelle precedenti edizioni ha richiamato nel capoluogo trentino oltre 50 mila presenze. Sul tavolo dei relatori, il presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai, il sindaco di Trento Alberto Pacher, il presidente dell’università di Trento Innocenzo Cipolletta ed il responsabile scientifico del Festival, Tito Boeri. In sala erano presenti anche l’assessore all’innovazione della provincia di Trento Gianluca Salvatori, l’assessore comunale Lucia Maestri, il preside della facoltà di Economia Paolo Collini e l’editore Giuseppe Laterza, realtà che assieme al Sole 24 ore collabora all’organizzazione dell’evento. “Anche quest’anno – ha esordito Boeri – abbiamo puntato molto sull’internazionalizzazione di una proposta che non a caso conta in questa edizione sulla presenza di molti relatori stranieri (oltre il 50 per cento)”. “Il Festival – ha aggiunto il sindaco – non e’ solo un evento, ma un’atmosfera che tutta la cittaà vive con entusiasmo, in tutti i suoi luoghi”. Di apertura verso l’esterno ha parlato invece Cipolletta “perché proprio questa è la missione dell’ateneo: aprire le menti dei nostri ragazzi e al tempo stesso avvicinare l’università al mondo dell’impresa e più in generale alla società nel suo insieme”. “Il festival – ha concluso Dellai – è una forte scommessa culturale, è un modo per aiutarci a legittimare ogni giorno il nostro particolare assetto istituzionale che deve essere costantemente alimentato con la conoscenza, il confronto e l’apertura, contro il rischio dell’autoreferenzialità”. Questo evento è un’occasione preziosa per fermarsi e ragionare. E riflettere è il miglior antidoto contro la paura che non dobbiamo permettere si insinui in una società che deve continuare a guardare con fiducia al futuro”.
(Cat)