Roma, 5 mag – “Credo che siano solo rumori giornalistici; tutti noi abbiamo dato la preferenza per una nomina a sottosegretario agli Affari esteri con delega per gli italiani nel mondo di un eletto all’estero, anche se è un’ipotesi molto difficile”. Così Guglielmo Picchi, eletto alla Camera dei deputati per la circoscrizione Europa nelle liste del Pdl, commenta le voci sulla sua possibile nomina a sottosegretario agli Affari esteri, caldeggiata nei giorni scorsi tra i circoli del Popolo della libertà. “Noi ci stiamo battendo – ha spiegato Picchi – per far si che la scelta ricada su un deputato eletto all’estero, e se fossi scelto io ne sarei davvero orgoglioso e onorato”. In merito al forte sostegno dato da numerosi circoli esteri del Pdl, Picchi ha commentato: “Mi fa molto piacere e ringrazio tutti per la loro preferenza. Per me è stata già una grande soddisfazione il successo ottenuto in queste elezioni, ma la nomina di un deputato eletto all’estero a sottosegretario rimane per il momento solo una possibilità. Ho ricevuto moltissime e-mail di preferenza e molte lettere, ma non è questo che fa un governo”. E proprio in merito alle numerose lettere di sostegno ricevute, il deputato ha spiegato che “all’estero c’è bisogno di una svolta nel modo di pensare all’emigrazione. Io mi reputo al di fuori degli argomenti, comunque importanti, che solitamente riguardano i nostri connazionali, come associazionismo, rete consolare e quant’altro, e probabilmente è questo che spinge a guardarmi come una possibile ventata di novità”. “La mia campagna – spiega infatti Picchi – è stata molto vicina al modello anglosassone, dove ogni responsabile di collegio ha un rapporto diretto con l’elettorato, ispirandosi ad una filosofia più aperta e realistica: per me, infatti, tutto ciò che è possibile fare lo si deve portare a termine, mentre per ciò che risulta ‘impossibile’ è giusto essere chiari nei confronti degli elettori e non ingannarli. La mia è stata più che altro una campagna di opinione”.
(Cep/Sis)