Turku, 6 mag – Definita la piattaforma teorica, l’attenzione si sposta sull’analisi diretta di un gruppo di italiani e finlandesi, cercando di dare risposte alle seguenti domande: qual è il target dei “nuovi emigranti”? Quali sono le loro aspettative? Cosa li ha spinti a cercare dall’altra parte dell’Europa quello che, evidentemente, non hanno trovato in patria? Com’erano prima di partire e in che modo sono cambiati, dopo? Quali le differenze più rilevanti tra giovani italiani e finlandesi? Fino a che punto c’entra il lavoro, il mercato occupazionale, la sfera economica, e quanto pesano invece fattori più riconducibili alla dimensione affettiva ed esistenziale?. Per quanto riguarda la metodologia adottata, se la parte storica e sociologica richiama la vasta bibliografia resa disponibile dall’Institute of Migration e dall’Università di Turku, nella sezione sperimentale l’autore ha adottato un approccio qualitativo, costituito da 15 cittadini finlandesi e 15 italiani. Questi hanno ricevuto un questionario articolato su spunti ben precisi che i rispondenti hanno sviluppato liberamente, definendo in tal senso una metodologia tipicamente “qualitativa”. Utili indicazioni circa la presenza di italiani in Finlandia e di finlandesi in Italia sono giunte da Università, Istituti di cultura, associazioni, Enti pubblici e privati. Anche le segnalazioni personali hanno giocato un ruolo decisivo per il reperimento di elementi significativi, soprattutto per quanto riguarda gli italiani in Finlandia: molti nominativi sono stati forniti direttamente dai primi giovani contattati, spesso a conoscenza di altri casi di “nuova emigrazione” simili al loro. Il rapporto finale è disponibile sia in inglese che in italiano, dove la prima è scaricabile dal sito dell’Istitutute of Migration (migrationinstitute.fi) e la seconda è pubblicata dalla Solaris Edizioni.
(Cld/Sis)