Roma, 7 mag – Con quasi il 12% dei 495 milioni di abitanti dell’Unione europea, l’Italia è il quarto paese per dimensione demografica dopo Germania, Francia e Regno Unito. Dopo due decenni di sostanziale stabilità, a partire dal 2001 la popolazione ha ripreso a crescere per effetto di una ripresa delle nascite e dell’immigrazione dall’estero. E’ quanto emerge dalla prima edizione del volume dell’Istat “100 statistiche per il Paese. Indicatori per conoscere e valutare”, una pubblicazione che offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano. Nel 2006 in Italia ci sono 142 anziani (di 65 anni e più) ogni 100 giovani (che non hanno ancora compiuto i 15 anni): l’Italia è così il paese più anziano d’Europa. La regione più anziana è la Liguria (239 anziani ogni 100 giovani), la più giovane la Campania (90). La crescita della popolazione anziana comporta anche uno squilibrio generazionale: il rapporto tra popolazione giovane e anziana e popolazione in età attiva (indice di dipendenza) ha superato, nel 2006, la soglia critica del 50%, uno dei livelli più elevati dell’Unione. L’indice di ricambio ha sfiorato, nel 2006, quota 112%: in altri termini, le persone potenzialmente in uscita dal mercato del lavoro sono il 12% in più di quelle che invece sono potenzialmente in entrata. Questo squilibrio pone il nostro paese al primo posto in Europa e a molta distanza dalla media comunitaria. La vita media degli italiani è di quasi 84 anni per le donne e di 78,3 anni per gli uomini, ai primi posti nella graduatoria dei paesi dell’Unione europea. Il confronto internazionale vede l’Italia, con 1,35 figli per donna, sotto la media dei paesi dell’Ue (1,52 figli per donna nel 2006). È comunque il livello più alto registrato in Italia negli ultimi 16 anni. Soltanto in Slovenia e in Lussemburgo ci si sposa di meno che in Italia (4,1 matrimoni ogni 1.000 abitanti nel 2006, contro una media europea di 4,9). (SEGUE)