Londra, 12 mag – Tra i 446 italiani morti, molti erano emiliani, provenienti soprattutto dalle zone dell’Appennino parmense come Bardi e Borgotaro. Il dramma dell´Arandora Star costituisce uno degli episodi più rilevanti, anche se in negativo, dell´emigrazione valligiana nel Regno Unito. Un´emigrazione che oggi è rimasta impressa, con le sue alterne vicende, nella memoria dei discendenti di quelle famiglie che sono partite per svolgere i lavori più umili nel settore della ristorazione, e poi spesso si sono avviate al successo, come insegna il caso di Frank Berni, partito come molti altri da Bardi per fare il gelataio e il garzone di bottega, e poi diventato il capo di un impero di quasi 300 ristoranti. Anche Giovanni Costa, presidente dell´associazione Parmigiani Valtaro, ricorda con precisione il primo approccio con la capitale britannica: “Sono arrivato nel ´58, di Londra avevo solo sentito parlare: non sapevo nulla di questa città immensa. Per me era un mondo sconosciuto”. Una storia d´emigrazione come quella di tanti amici e compagni. Una valigia con dentro tutto il passato, un treno freddo che sembrava non arrivare mai, e, infine, lo “sbarco” a Victoria Station. Un tuffo nella nuova vita: la lingua sconosciuta, abitudini diverse, tanta solitudine ma anche la scoperta di nuovi amici. “Ricordo quando, la prima sera, appena arrivato a Londra, ho passato il ponte: mi si aprì davanti la città, un panorama incredibile, luci e gente ovunque”.
(Sis)