Roma, 15 mag – La firma digitale ha centrato il suo
obiettivo. A quasi dieci anni dalle prime regole tecniche, l’uso che se ne fa
comincia infatti ad essere significativo. Sono ben 100 milioni su base annua i
documenti che vengono sottoscritti digitalmente e sono oltre 3,2 milioni i
dispositivi di firma distribuiti dai 17 certificatori accreditati. Ma la
necessità di ridurre i flussi cartacei, sia nella Pubblica amministrazione che
nel privato, non deve rallentare il processo dell’innovazione. Giovanni Manca,
del Cnipa, intervenendo al convegno “Semplificare la firma digitale” al Forum
PA, ha sottolineato che “siamo in un momento di svolta tecnologica
nell’utilizzo della firma digitale. Pur rimanendo valido l’utilizzo della smart
card per la sottoscrizione digitale, è Infatti indispensabile sviluppare e
tenere in considerazione l’esistenza di altri meccanismi che possiamo
senz’altro definire più semplici per l’utente”. Manca ha rilevato che,
“nonostante la cosa possa sembrare sorprendente, il Cnipa ha constatato che la
maggior parte delle telefonate di tipo tecnico ai call center dei certificatori
accreditati per la firma digitale è per ricevere assistenza sui lettori di
smart card”. L’esperto del Cnipa, inoltre, ha reso noto che “è stata avviata
una serie di attività di regolamentazione e di assistenza alle imprese per lo
sviluppo di tecnologie di ultima generazione che consentano di superare
l’obbligo di utilizzo del lettore di smart card, come il dispositivo di firma USB”.
Manca ha ricordato che, pur essendo di strumenti conformi alla legislazione,
essi sono ancora in una fase di maturazione tecnologica. Per questo sono state
avviate sia azioni di vigilanza (che rientrano nei compiti del Cnipa previsti
del Codice della amministrazione digitale), sia azioni normative, queste ultime
volte ad aggiornare la normativa tecnica di settore per evitare che
l’innovazione sia frenata da aspetti burocratici. Perfettamente in linea con la
semplificazione delle norme tecniche, il Cnipa ha appena approvato uno schema
di decreto sulle nuove Regole tecniche per la firma digitale che aggiorna le
regole emanate dal Governo Berlusconi all’inizio del 2004. Al momento tale
schema è all’attenzione del nuovo Governo per il proseguimento dell’iter
legislativo.
(Pap)