Belgrado, 16 mag – Verrà inaugurata domani, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, la mostra “Scuola Romana. Artisti a Roma tra le due guerre”, a cura di Francesca Romana Morelli. Organizzata dall’Istituto stesso, in collaborazione con il ministero degli Affari esteri, l’associazione Amici di Villa Strohl-fern, UniCredit Bank Serbia, Noc muzeja e Delta Generali Osiguranje, la mostra sarà aperta al pubblico sino al 21 giugno. Come spiega la curatrice, la Scuola Romana “è una stagione artistica tra i due conflitti mondiali, che trova le sue radici nei primi anni ‘20 nell’esperienza di ‘Valori Plastici’ e si sviluppa fino ai primi anni ‘40 in un’alternanza di momenti contemplativi e classici (purismo , ‘realismo magico’, poi il tonalismo negli anni ‘30) e di istanze drammatiche ed espressioniste (la Scuola di via Cavour a cavallo tra gli anni ‘20 e ‘30, il realismo e l’espressionismo dal 1937 in poi). Nonostante le profonde differenze tra le diverse fasi, e la presenza di almeno due generazioni di artisti, la nozione di Scuola romana nasce da alcuni denominatori comuni: il legame fecondo con l’arte del passato e la storia, dovuto anche alla ‘invadente’ presenza della città nell’immaginario degli artisti; il rapporto con la sfera politica, vissuto con entusiasmo o segnato da un aristocratico rifiuto, ma comunque sempre sentito; l’ispirazione a una dimensione fortemente personale, malinconica o esistenziale, dovuta al naturale confronto con una città permeata di retorica”. “Tutti questi caratteri – viene spiegato – spingono gli artisti su una posizione di forte individualità, per cui risulta difficile l’individuazione di una “scuola” nei termini classici. Negli anni ‘20 si assiste all’emergere della prima Scuola romana, i cui maggiori esponenti sono Francesco Trombadori, Antonio Donghi, Carlo Socrate, Riccardo Francalancia, Edita Broglio, Virgilio Guidi, Cipriano Efisio Oppo e Ferruccio Ferrazzi. Le loro ricerche sono tutte pervase da una forte vena purista. Tra il 1927 e i primi anni ‘30 avvengo le esperienze della Scuola di via Cavour, formata da Scipione, Mario Mafai, Antonietta Raphäel e Renato Marino Mazzacurati. Più di una traccia della Scuola romana si ritroverà negli artisti che negli anni ‘50 approdano alle ricerche informali, quali Capogrossi e Afro, e in tutti i movimenti nati a Roma dal secondo dopoguerra in poi”.
(Cep)