Losanna, 16 mag – Alla fine ce l’ha fatta. Ha vinto lui.
Pistorius ha ottenuto la possibilità di correre per conquistarsi un posto alle
Olimpiadi che si terranno il prossimo agosto in Cina. Il ventunenne atleta del
Sudafrica, che corre grazie a due protesi a causa dell’amputazione di entrambe
le gambe, ha vinto il ricorso contro il divieto della Iaaf di gareggiare con
gli atleti normodotati e ora può sperare di andare ai Giochi di Pechino.
Ribaltando così la sentenza di primo grado, che aveva ritenuto le protesi che
lui utilizza “un aiuto tecnico che gli dà un vantaggio rispetto agli altri
atleti che non le usano”, il Tribunale arbitrale dello Sport (Tas) ha riacceso
le speranze del corridore sudafricano, perché – così dichiara la sentenza del
Tas – “non sono state fornite prove sufficienti” che le protesi offrano “un
vantaggio tecnico”. A questo punto a Pistorius non resta altro che riuscire a
correre i
in meno di 45.95 secondi (o 45.55 se un altro sudafricano riuscirà a scendere
prima sotto questo limite), per accedere ai Giochi di Pechino. “Oggi posso
inseguire il mio sogno di gareggiare alle Olimpiadi – questo il primo commento
– e se non sarà per Pechino ci proverò per Londra 2012. Il mio obiettivo – ha
continuato il velocista sudafricano – era quello di assicurare a tutti gli
atleti disabili la possibilità di competere onestamente con gli atleti
normodotati. Non vedo l’ora di continuare la mia corsa verso la qualificazione
alle Olimpiadi”. Non dello stesso avviso il Tas. Leggendo la sentenza, infatti,
i magistrati tengono proprio a sottolineare che la sentenza “è limitata alla
sola ammissibilità di Pistorius e solo per l’uso delle protesi oggetto dell’appello”.
Grande soddisfazione per la decisione dei giudici di Losanna anche da parte del
comitato Paralimpico italiano. “Un successo straordinario – ha sottolineato il
presidente Luca Pancalli – un traguardo della civiltà, un risultato auspicato,
ma forse inimmaginabile”. Per Pancalli prima che sportivo si tratta di “un
traguardo culturale, perché è giunto dopo accesi contrasti, dibattiti, studi, e
non sull’onda emotiva del pietismo”. (Lfa/Caf)