Roma, 23 mag – “Il buon andamento delle esportazioni, cresciute nei primi 4 mesi dell’anno verso i paesi extra Ue del 13,4% non basta più a compensare l’import di prodotti energetici che nel primo quadrimestre del 2008 è aumentato del 5%, rispetto al 2007. Oggi l’import di petrolio e gas rappresenta di fatto oltre un terzo (35,2%) dell’import totale italiano, un’anomalia che pesa sulla nostra bilancia commerciale, risultata in deficit di 8,7 miliardi di euro, peggiorata rispetto ad aprile dello scorso anno di 400 milioni di euro”. È quanto afferma Adolfo Urso, sottosegretario allo sviluppo economico commentando i dati diffusi dall’Istat sull’interscambio commerciale con i paesi extraeuropei, secondo cui “solo un piano tempestivo di ritorno al nucleare può rendere competitivo il Sistema Italia”. “La riprova” prosegue Urso “è che il saldo commerciale italiano verso i Paesi extra-Ue, esclusi i minerali energetici, è risultato nel periodo gennaio-aprile 2008 positivo per ben 11,7 miliardi di euro, superiore di 4,3 miliardi rispetto al periodo gennaio-aprile dello scorso anno. “Il progetto del governo di ritorno all’atomo, avanzato dal Ministro Scajola” – prosegue Urso, relatore nella scorsa legislatura del pdl sul nucleare – “è quindi la soluzione più giusta per sostenere le imprese e le famiglie che oggi pagano il 45% in più di bolletta energetica rispetto alla media europea”. (SEGUE)