Bari, 27 mag – E’ un fatto che in Puglia, nel Meridione, in Italia, la realtà del fenomeno, le condizioni nelle quali vivono i corregionali ed i connazionali, le asperità che hanno dovuto affrontare, l’apporto che hanno dato alla crescita del paese che li ha accolti, ma anche alle sue relazioni con quello di provenienza, sono assai poco conosciuti. Del tutto inesplorato restano le potenzialità che le comunità residenti fuori dalla Regione possono esprimere per lo sviluppo economico e sociale della Puglia. IL Centro Regionale Assistenza e Tutela degli Emigranti – C.R.A.T.E. ha sempre evidenziato la necessità di un diverso e più solidale modo di porsi della società pugliese e delle sue istituzioni nei confronti dei propri componenti lontani; rapporto che sarà tanto più produttivo quanto più sarà diffusa la conoscenza del fenomeno, le sue conseguenze sui singoli e sulle collettività, le prospettive positive che, con una maggiore attenzione, possono concretizzarsi.La consapevolezza che le comunità dei pugliesi emigrati e italiana in generale, se si saprà valorizzarle idoneamente e rispondere alle loro esigenze e domande, possono svolgere un ruolo attivo per il sostegno e per la movimentazione dell’economia regionale – stimolando scambi culturali, conoscitivi, economici – va diffondendosi e rafforzandosi. Un solo dato, senza dubbio, è sufficiente per indicare automaticamente la consistenza dell’ “altra Puglia” e dare la misura del gravissimo spessore che tuttora riveste per la Regione la “questione emigrazione”: oltre mezzo milione di corregionali vivono fuori dal territorio regionale.
(SEGUE)