Ancona, 5 giu – “Una tappa fondamentale nel trasferimento e nello sviluppo di reti di know-how tra le due sponde dell’Adriatico”. Paolo Petrini, vice presidente della giunta regionale e assessore con delega all’Agricoltura, commenta cosi l’incontro tra allevatori e tecnici del settore zootecnico marchigiano e bosniaco sulla diffusione di buone prassi nell’allevamento bovino. L’incontro si è tenuto nei giorni scorsi in Bosnia Erzegovina al quale hanno partecipato la Regione Marche, Regione Abruzzo, Università Politecnica delle Marche, Università di Teramo, Università di Udine, Associazione Euromediterranea e Università Agricola di Sarajevo. E’ “un ulteriore passo importante per l’affermazione del ‘made in Marche’ in Bosnia – ha spiegato – e per il consolidamento dei rapporti tra le comunità adriatiche, che hanno nel progetto di euroregione adriatica il loro punto qualificante e di sintesi”. La missione in Bosnia Erzegovina, nell’ambito del progetto europeo Marcbal, ha permesso agli operatori coinvolti di conoscere, attraverso visite in allevamenti bovini locali, le singole realtà zootecniche cogliendone i punti di debolezza, legati principalmente agli ingenti danni procurati dalla guerra, ma soprattutto quelli di forza che ne permetteranno il rilancio economico e sociale. Il territorio del cantone di Una Sana, scelto come area di indagine, si è infatti dimostrato dal punto di vista climatico e fisico particolarmente adatto all’introduzione della razza marchigiana che sta riscuotendo, in virtù delle proprie caratteristiche produttive e riproduttive, il favore degli allevatori della Bosnia Erzegovina. “Adattabile, rustica e dalle produzioni di ottima qualità – conclude Petrini – la razza marchigiana si conferma ambasciatrice della qualità ‘made in Marche’, conquistando, dopo il successo in America latina, anche i Balcani. Un modello da esportare e un’opportunità per le imprese marchigiane di sviluppo e rafforzamento della propria presenza in questi territori”.
(Cep)