Roma, 5 giu – “Abbiamo dovuto modificare il 50 per cento dell’acceleratore – spiega il ricercatore dell’Infn -. I vantaggi del nuovo sistema li abbiamo visti immediatamente: la luminosità è subito cresciuta di un fattore 1,5 ed è solo l’inizio. Certo, ora la nuova configurazione di Dafne è quella di un’utilitaria che corre come una Ferrari. In questo momento Dafne è la terza macchina al mondo come luminosità assoluta, con, però, un’energia molto inferiore alle altre e quindi con un rapporto altissimo tra luminosità ed energia”. “A livello mondiale c’è molta attenzione e attesa per i risultati che stiamo avendo a Frascati – spiega il presidente dell’Infn, Roberto Petronzio –. I primi test ci dicono che siamo sulla strada giusta. Ora stiamo pensando di realizzare anche una macchina per studiare la presenza virtuale delle particelle pesanti che potrebbe produrre Lhc nelle basse energie. E’ un compito scientifico fondamentale, una ricerca complementare a quella che farà l’acceleratore Lhc a Ginevra. Vogliamo costruire una ‘b factory’, una machina che produca enormi quantità di quark b e ora possiamo farne una che avrà una luminosità 100 volte maggiore delle uniche due esistenti al mondo, quella di Slac, in California (che ha appena esaurito la sua ricerca) ed quella di Kek in Giappone”. Per Petronzio, inoltre, utilizzando “la b factory può essere l’innesco per l’evoluzione del nuovo laser a elettroni liberi che si vuole costruire tra Frascati e Tor Vergata, a sud di Roma, e che potrebbe diventare il laser più potente del mondo assieme a quello di Desy, in Germania. Si tratterebbe di un supermicroscopio in grado di dare un contributo fondamentale nelle ricerche in biologia molecolare, genetica e in medicina”.
(Cog)