Roma, 13 giu – Non meno di dieci milioni di tagli, anche diciassette secondo Guglielmo Picchi, forse perfino sopra i venti per Maurizio Chiocchetti: il mondo degli italiani all’estero trema per la possibile ‘scure’ che potrebbe abbattersi su di loro. “Io credo che alla fine saranno anche più di 17 milioni – è l’allarme lanciato a NoveColonne da Chiocchetti, responsabile del Pd per gli italiani nel mondo – Ci sono i 10 milioni sui 14” previsti originariamente in Finanziaria , “ma poi vanno contati ad esempio anche i tagli sull’insegnamento della lingua italiana all’estero, per cui credo che per quest’anno i tagli supereranno i 20 milioni”. Un danno non lieve per un comparto che nel futuro prossimo punta alla ristrutturazione della rete consolare e alla realizzazione della Conferenza Mondiale dei Giovani e del Museo dell’Emigrazione. E “oltre al danno la beffa – spiega Chiocchetti – tanto più che questo taglio serve come copertura per l’abolizione dell’Ici sulla prima casa, dal quale sono esclusi proprio gli italiani residenti all’estero”. In questo senso, il Pd si è già mosso in Parlamento con i suoi deputati Gino Bucchino e Marco Fedi. “Appena il decreto arriverà in aula presenteremo una chiarificazione – spiega Chiocchetti – per fare in modo che venga considerata la legge già esistente del 1993 che prevede che anche la casa di chi risiede all’estero, se sfitta, venga considerata prima casa. Una norma che il governo Prodi aveva considerato, mentre così facendo il governo Berlusconi cancella tutto”. Sbagliata, secondo il responsabile Pd italiani nel mondo, è non l’abolizione dell’Ici “che è una norma giusta” ma “i criteri per garantire la necessaria copertura: proprio ieri Veltroni per esempio ha fatto delle proposte. D’altronde, Tremonti dice che bisogna far pagare i petrolieri? Aspettiamo…”
(Sis)