Madrid, 18 giu – Da noi si dice “bestia nera”, nella
penisola iberica “zecca”. Comunque la si voglia vedere, la nostra nazionale non
evoca bei ricordi alla Spagna che, preso atto dell’abbinamento che l’attende
per i quarti di finale, stamattina si è scatenata sulla stampa, ricordando che
i precedenti tra le furie rosse e gli azzurri, almeno negli ultimi scontri
diretti, hanno visto sorridere l’Italia. “La zecca, per
di “As”, che evidentemente avrebbe preferito affrontare l’Olanda schiacciasassi
capace di mettere a segno 9 gol nelle prime tre partite di Euro 2008. “La colpa
di questo complicarsi del nostro cammino – è l’analisi di ‘As’ – è,
nell’ordine, delle seguenti persone: di chi ha estratto i nomi delle squadre
dall’urna, di Buffon che ha parato il rigore a Mutu e di due giocatori del
Barcellona: Abidal e Henry. Il primo per aver causato il rigore su Toni e per
aver lasciato
in dieci e il secondo perché ha deviato il pallone sulla punizione di De Rossi,
spiazzando Coupet”. Il quotidiano iberico sferra poi un attacco a Luca Toni,
ancora a caccia del primo gol. “Nonostante le squalifiche di Pirlo e Gattuso,
c’è da sperare che Donadoni non cambi idea e insista con Toni – spiega ‘As’ –
Ieri ha avuto cinque occasioni e le ha fallite tutte. Però, all’Europeo, ogni
occasione fallita vale un milioni di dollari. Queste non sono partite da
scapoli contro ammogliati. Non si possono sbagliare gol così. Perciò, alla
fine, la cosa migliore fatta da Toni è stata causare l’infortunio di Ribery”.
“L’Italia è cresciuta e ha recuperato l’atteggiamento dei campioni: soffrire e
vincere” ammette comunque ‘As’, prima di ripartire all’attacco: “Già hanno
pianto quello che c’era da piangere, Cannavaro, gli arbitri, il biscotto. Hanno
tirato la carretta e ora vengono con fierezza contro di noi. Però
possiede ciò che gli azzurri temono di più: la velocità”. “Marca”, dal canto
suo, si affida alle parole del tecnico Luis Aragones. “Non ti puoi mai fidare
dell’Italia”, è il commento del ct delle furie rosse. Ma il quotidiano si
lascia andare soprattutto alle statistiche, ricordando che, tra europei,
mondiali e olimpiadi,
non batte l’Italia da 88 anni, esattamente dal 2 settembre 1920, ai Giochi di
Anversa. Da allora, per gli iberici solo pareggi e sconfitte, l’ultima delle
quali è tra le più dolorose. Erano i mondiali del 1994, l’Italia batté le furie
rosse per 2-1 e, anche in quell’occasione, si trattava di quarti di finale. Fu
la partita della gomitata di Tassotti a Luis Enrique non vista dall’arbitro.
“In quell’occasione le lacrime di Luis Enrique furono le lacrime di tutto il Paese – scrive
‘Marca’ – Questa volta speriamo siano le lacrime dei tifosi che vanno a
Vienna”.
(Gco)