Sissano, 2 lug – “Lo scopo è quello di tornare ad allacciare un rapporto duraturo, che vada a colmare, dopo decenni, il vuoto che si è creato fra istriani esuli e rimasti” ha affermato Covella, giovane di origini sissanesi, residente a Trieste. “È necessario superare le divisioni, – aggiunge il giovane – sia quelle comprensibili sia quelle imposte, per difendere insieme e valorizzare la lingua italiana”. Sempre nei momenti in cui è stata convocata l’assemblea dei soci (450 in tutto), ha avuto luogo una breve e significativa conferenza e presentazione delle iniziative editoriali di Paolo Paron, presidente dell’Associazione culturale “Antica Quercia” di Udine. Momento solenne è stato poi quello in cui sono state consegnate due targhe: quella di riconoscimento al Governo Italiano, all’Università Popolare di Trieste e all’Unione Italiana; e la targa commemorativa alla Famiglia Frezza, originaria proprietaria dell’immobile in cui oggi ha sede la comunità. Spazio poi ai validi attivisti, esibitisi in due ore di spettacolo, assieme agli ospiti: i cori delle Comunità degli Italiani di Gallesano e Fasana, con le maestre Franca Moscarda e Maria Grazia Brajković Crncic. A precedere le performance, i discorsi del presidente Paolo Demarin, di Maurizio Tremul, presidente della Giunta Esecutiva di Unione Italiana, di Lino Vivoda, direttore di “Istria Europa” e di Giancarlo Moscarda, presidente della Comunità Italiana di Fasana. “C’è bisogno di giustizia e coesione sociale – ha auspicato Demarin – e di rivolgere lo sguardo ai giovani, che devono essere accompagnati da coloro che hanno più esperienza”. (SEGUE)