Roma, 3 lug – Una disposizione della Finanziaria 2006, non percepita al momento con adeguata attenzione, e il mancato adempimento da parte di banche e uffici postali dell’obbligo di informare gli interessati rischiano di riversare su un certo numero di italiani all’estero conseguenze finanziarie dirette e irreversibili. Si tratta dei cosiddetti “depositi dormienti”, cioè depositi superiori a cento euro giacenti presso banche e uffici postali, non movimentati negli ultimi dieci anni, che in mancanza di operazioni attive saranno irrimediabilmente riversati su un fondo di garanzia per coloro che sono stati colpiti negli anni passati da frodi finanziarie. E’ vero che, prima che questo accada, c’è l’obbligo di informare gli interessati su queste possibili e sgradevoli conseguenze, ma l’incuria dei soggetti chiamati a farlo e la difficoltà di rintracciare all’estero i titolari dei “depositi dormienti” non concedono molti margini di tranquillità. I deputati del Partito Democratico, nel tentativo di evitare agli italiani all’estero una penalizzazione dovuta sostanzialmente alla lontananza, hanno sollevato la questione davanti al Ministro dell’Economia e Finanze, proposto da un lato di prolungare i termini dell’operazione, dall’altro di subordinarla alla dimostrazione dell’effettivo coinvolgimento degli interessati. Per evitare, inoltre, che i tempi lunghi delle risposte alle interrogazioni parlamentari possano determinare la scadenza del termine semestrale previsto dalla legge, l’on. Fabio Porta, primo firmatario dell’interrogazione, con gli altri deputati del Partito Democratico (Gino Bucchino, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Franco Narducci), si è rivolto direttamente al Presidente dell’A.B.I., dott. Luigi Abete, per chiedere un’attenta verifica dell’effettiva informazione dei correntisti interessati e per considerare l’opportunità di uno slittamento dei termini, al fine di consentire alle banche di ottemperare agli obblighi previsti dalla normativa.
(Sis)