Roma, 8 lug – Il senatore Nino Randazzo (PD) è stato chiamato dalla presidenza del Senato della Repubblica a far parte della Delegazione Permanente Italiana della XVI Legislatura all’assemblea parlamentare dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa). Del gruppo di 13, facente capo sotto il profilo amministrativo agli uffici dei Servizi Affari Internazionali dei due rami del Parlamento, fanno parte sette senatori e sei deputati (6 del Popolo della Libertà, 5 del Partito Democratico, 1 della Lega Nord e 1 dell’Italia dei Valori). Alla riunione inaugurale, presieduta quale componente anziano dal sen. Randazzo, è stato eletto alla presidenza della Delegazione Riccardo Migliori (PDL). “La designazione alla rappresentanza italiana presso l’assemblea dell’OSCE – ha dichiarato Randazzo – mi dà una ricarica di energia supplementare perché mi consente di allargare interessi, conoscenze e possibile contributo personale a un tipo di problematiche e operazioni internazionali col quale avevo acquisito un certa dimestichezza nella precedente legislatura come segretario della Commissione Politiche dell’Unione Europea. Il senso di responsabilità per la nomina si accompagna a un legittimo sentimento di particolare compiacimento quando scorgo fra l’altro che la delegazione italiana, parimenti a quelle di Francia, Germania e Regno Unito, con 13 membri è, in quanto a consistenza numerica, la terza fra i 56 Paesi aderenti, dopo gli Stati Uniti (con 17 membri) e la Federazione Russa (15); che, contrariamente a quanto si verifica negli organismi assembleari dell’Unione Europea, nell’assemblea dell’OSCE l’italiano è lingua ufficiale insieme a inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo; la delegazione italiana nella scorsa legislatura si è disimpegnata con grande distinzione, nelle normali sessioni assembleari, nei lavori delle tre commissioni generali (Affari Politici e Sicurezza; Affari Economici, Scienza, Tecnologia e Ambiente; Democrazia, Diritti dell’Uomo e Questioni Umanitarie) e nelle commissioni “ad hoc” (per la Bielorussia, la Moldova, la Georgia e per la trasparenza delle elezioni politiche e attività parlamentari in aree di crisi); che al presidente, ora uscente, della delegazione italiana, il senatore Carlo Vizzini, venne affidato l’incarico di “Rappresentante speciale per la lotta al crimine transnazionale” col mandato di facilitare la cooperazione multilaterale contro le mafie e la corruzione, armonizzare le legislazioni sulla prosecuzione dei reati nell’area dell’OSCE, instaurare un dialogo tra i Paesi membri su strumenti giuridici e preventivi di lotta al traffico di esseri umani”.
(SEGUE)