Roma, 9 lug – “Noi non siamo – ha affermato Anna Ruedeberg Pompei – pregiudizialmente contrari a iniziative di modernizzazione e riorganizzazione dei servizi consolari, come era stato già avviato negli anni precedenti. Ma le iniziative di oggi vanno solo nella direzione dei tagli in termini di risorse finanziarie e professionali. Quando si tagliano 181 milioni di euro nell’arco dei prossimi tre anni, ai quali si aggiunge la sottrazione di altri 72 milioni dal bilancio del Ministero degli Affari Esteri nell’anno in corso, si comprende perfettamente che politica si vuol fare contro gli italiani all’estero. Di fronte a scelte così drastiche e penalizzanti – ha spiegato Anna Ruedeberg – è mia opinione personale che gli italiani residente all’estero dovrebbero iniziare a prendere in considerazione forme di protesta che prevedano atti di “sciopero fiscale” affinché, una volta per tutte, si comprenda quanto le collettività italiane hanno fatto e stanno facendo per la ricostruzione e la crescita dell’Italia e quanto ingenti siano le rimesse dirette ed indirette nelle casse dell’erario nazionale. Questa è una prima iniziativa – ha concluso Anna Ruedeberg Pompei – un’iniziativa pacifica, simbolica, finalizzata a mandare un messaggio di dialogo e di apertura. Ma se a questa richiesta di dialogo si dovesse rispondere con la chiusura e l’indisponibilità al confronto, si sappia che le rappresentanze degli italiani all’estero, in Svizzera ma non solo, e i nostri connazionali, sapranno rispondere in maniera conseguente, civile e determinata. E noi sappiamo fare sia le occupazioni simboliche che quelle effettive”.
(Sis/Dpo)