Venezia, 15 lug – A 45 anni dalla tragedia della diga del Vajont, che provocò quasi duemila vittime, con il contributo della Regione del Veneto e del Comune di Longarone, la VeniceFilm Production in collaborazione con SKY-Fox Channels Italy (History Channel – Canale 407) sta ultimando la realizzazione del film-documentario “Vajont immagine dell’orrore” che proporrà, insieme a molte testimonianze, materiale di repertorio in buona parte inedito. Il progetto è stato presentato a Venezia, dall’assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona, dal sindaco di Longarone Pierluigi De Cesero e da Alessandro Centenaro della VeniceFilm Production. De Bona, motivando il sostegno della Regione all’ iniziativa, ha detto che occorre mantenere vivo il ricordo di questa catastrofe, anche ai fini della prevenzione, perché serva a non ripetere per il futuro gli errori del passato. Il film-documentario sarà inviato in DVD anche a tutte le comunità di emigrati all’estero, sempre interessate ad avere documentazione e informazioni su quanto è successo e succede nella terra di origine. Il progetto che ha avuto la regia di Andrea Prandstraller e Michele Barca, fin dall’inizio si è proposto di entrare in punta di piedi nella comunità dei superstiti di Longarone, rispettandone la sensibilità. Pur non trascurando la rievocazione del tragico evento, il taglio che si è voluto dare è soprattutto mettere in luce l’aspetto umano attraverso una serie di interviste ai sopravvissuti e ai soccorritori, recuperando anche molte immagini di repertorio del tutto inedite, girate dai pompieri intervenuti per primi da tutto il Veneto poche ore dopo. Il progetto non dimentica precedenti produzioni, come il racconto teatrale dell’attore bellunese Marco Paolini (1997) o il fim “Vajont” di Renzo Martinelli (2001). Tra gli intervistati c’è anche il giornalista Giampaolo Pansa che all’epoca fu inviato del quotidiano La Stampa. Il film-documentario andrà in onda su Sky History Channel il 9 ottobre ma la trasmissione sarà preceduta di qualche giorno da una visione in anteprima a Longarone. Per la prima volta molti dei superstiti intervistati hanno accettato di parlare della loro esperienza, del dramma umano e del vuoto interiore provato. Tutto ciò soprattutto per raccontare alle giovani generazioni la solidarietà e di voglia di rimboccarsi le maniche, che ha accompagnato la tragedia. (Sab)