Roma, 21 lug – Da una parte l’Ici, dall’altra il ministero degli Esteri. Mentra il governo si adopera per far passare la manovra finanziaria triennale, nel mondo degli italiani all’estero infuria la polemica sui due temi più scottanti. Uno riguarda i tagli al Mae, per il governo resi inevitabili dalla situazione delle casse statali, l’altro la cosiddetta ‘beffa’ dell’esenzione Ici sulla prima casa che, almeno in prima stesura, esclude gli italiani residenti all’estero. Ma se anche oggi contro i tagli alla Farnesina si sono levate le proteste dei deputati dell’opposizione, in particolare di Fabio Porta e di Franco Narducci, qualche spiraglio sembra aprirsi sull’altro fronte. Per quanto riguarda i tagli al Mae, Porta ha spiegato in aula che “colpiscono al cuore, forse in maniera irrecuperabile, la nostra gia’ precaria rete diplomatico-consolare all’estero oltre a mortificare, penalizzandole, le nostre comunita’ che tanto hanno dato (e mi riferisco alle rimesse, ancora rilevanti, dei nostri connazionali all’estero) ma che tanto – lo sottolineo con forza – possono continuare a dare. Senza dire poi che ai 182 milioni di tagli per i prossimi tre anni si deve aggiungere – per il solo 2008 – il congelamento del fondo di accantonamento che prevedeva per il Ministero degli Esteri un ammontare di 80 milioni di euro, gia’ ridotti ad 8 dal Consiglio dei Ministri e – dalle ultime informazioni in nostro possesso – destinate addirittura ad azzerarsi. O ancora, l’eliminazione, per i nostri consolati, della possibilità di attingere al fondo ricavato dal 40% delle tasse e imposte raccolte localmente, spesso vitale per l’espletamento di semplici funzioni amministrative”.
(SEGUE)