Roma, 22 lug – “Il Governo Berlusconi ha introdotto una serie di misure restrittive che sconvolgono in negativo il sistema italiano dell’assistenza sociale. Il disegno di legge approvato dalla Camera, e che sarà trasmesso ora al Senato, prevede infatti che l’assegno sociale in sostituzione della pensione sociale, sarà corrisposto agli aventi diritto a condizione che abbiano soggiornato legalmente e lavorato legalmente con un reddito almeno pari all’importo dell’assegno sociale, in via continuativa, per almeno dieci anni nel territorio nazionale. Si tratta di una norma giuridicamente e socialmente aberrante che penalizza le persone più bisognose soprattutto con la previsione del requisito dei dieci anni di attività lavorativa legale”. Gino Bucchino, deputato del Pd eletto nella circoscrizione estero, attacca il governo sull’assistenza sociale. “La nuova norma è presumibilmente concepita per limitare il diritto dei cittadini stranieri all’assegno sociale – spiega Bucchino – ma paradossalmente colpisce quasi esclusivamente i cittadini italiani residenti in Italia. E’ prevedibile che la norma restrittiva sarà ora confermata dal Senato con un ulteriore voto di fiducia. Sarà quindi necessaria una mobilitazione delle forze sociali più sensibili e democratiche per correggerla nel corso della futura attività legislativa e prima comunque del 1° gennaio 2009”.
(Sis)