Roma, 1 ago – “Una finanziaria approvata in 9 minuti e mezzo in Consiglio dei Ministri, forzata attraverso un lavoro di Commissione che ha causato due disastri ammessi e riconosciuti dalla maggioranza – l’emendamento sui precari e quello sull’assegno sociale – fino al maxiemendamento con la fiducia che ha bloccato il Parlamento e quindi reso impossibile modifiche: ecco ciò che un pessimo governo ha fatto fare ad una pessima maggioranza”. Marco Fedi, deputato del Pd eletto nella circoscrizione estera, attacca il governo per la fiducia sulla manovra, e in particolare per la norma sulla assegno sociale per il quale “il Governo ha inteso unicamente emendare la parte relativa al reddito prodotto da lavoro ma permane la condizione legata alla residenza: in sostanza, oltre all’età anagrafica, alla cittadinanza italiana, alla residenza in Italia al momento della domanda, alla non portabilità dell’assegno – che non è esportabile – ed alle condizioni di reddito da non superare, sarà necessario far valere dieci anni di residenza regolare in Italia per accedere all’assegno sociale. Modifica questa che perpetua nel testo del decreto 112, la finanziaria breve introdotta da Tremonti, una discriminazione inaccettabile per i lavoratori extracomunitari che debbono invece godere di pari diritti e doveri. La norma, anche emendata, di fatto discrimina anche i cittadini italiani residenti all’estero ove decidessero di rientrare nel territorio italiano a causa delle situazioni di indigenza presenti in molti paesi di emigrazione”.
(Sis)