Zurigo, 8 ago – “Nella ricorrenza della tragedia di Marcinelle in Belgio, pensando anche alle tante altre in cui pure sono morti moltissimi nostri emigrati, mi sono accorto che, stranamente, le più note sono accadute tutte nei mesi estivi – il 24 luglio 1908, nella galleria del Lötschberg in Svizzera; l’8 agosto 1956, appunto, quella di Marcinelle; il 30 agosto 1965 a Mattmark, ancora in Svizzera – con l’eccezione di quella di Monogah negli Stati Uniti avvenuta, invece, il 6 dicembre del 1907”. Lo scrive in una nota Dino Nardi, responsabile Uim per l’Europa e membro del Cgie. “Anche la tragedia dell’Arandora Star, peraltro del tutto diversa, trattandosi dell’affondamento di una nave britannica salpata da Liverpool in cui perirono ben 446 emigrati italiani, avvenne il 1 luglio 1940. In questo caso si trattava di emigrati maschi che vivevano in Gran Bretagna e venivano deportati in campi di prigionia in Canada poiché, essendo italiani, le autorità inglesi temevano che potessero essere delle potenziali spie dell’Italia con la quale la Gran Bretagna era in guerra”. “Sempre riflettendo su queste ed altre tragedie – aggiunge – in cui sono state vittime migliaia di lavoratori emigrati, nostri connazionali, che spesso venivano sfruttati da chi li ingaggiava impiegandoli in lavori estremamente pericolosi e sottopagati, oppure che venivano subito sospettati di essere autori di ogni misfatto che avveniva localmente, non posso fare a meno che pensare a come ci si comporta oggi in Italia da parte di questo governo e della Destra nei confronti dell’immigrazione. Cioè nei confronti di quanti, oggi, vedono nell’Italia quella ‘Merica’ che, fino a pochi decenni or sono, milioni di italiani andavano a cercare oltre oceano e nel nord Europa. Ripenso, con tristezza, a quanti sono morti ed a quanti continueranno a morire nel deserto nordafricano e nel canale di Sicilia per raggiungere questa ‘Merica’ ed alle tante morti sul lavoro che avvengono giornalmente in Italia e dovute in gran parte per la non predisposizione delle norme di prevenzione e per l’inesperienza di tanti lavoratori, spesso stranieri assunti in nero. Ripenso con rabbia alle leggi che sta programmando e sfornando il governo Berlusconi a danno delle classi sociali più indigenti per evitare che degli stessi diritti minimi assistenziali possano godere anche gli immigrati e, con altrettanta rabbia, penso al disinteresse che sta dimostrando questo governo per i suoi emigrati escludendoli dai benefici dell’esenzione dell’Ici e penalizzandoli nei servizi essenziali che solo la rete consolare può fornirgli ma che non è più in grado di garantire per mancanza di finanziamenti”.
(Cat)