Benevento, 22 ago – “Il Circolo Arci di Molinara – si legge nella presentazione della Mostra – ha scelto di ricordare l’emigrazione con una serie di fotografie, perché questo strumento, più di tutti, liberando la nostra memoria dal velo della rimozione e dell’oblio, è capace di interloquire contemporaneamente con i nostri sentimenti e con la nostra ragione. Le foto riguardano soprattutto la partenza degli emigranti. Partire, quando la partenza comportava la rottura netta con il mondo introiettato, era sempre un po’ morire. Il partire, per i nostri emigranti, si accompagnava con un insieme di sentimenti e passioni contrastanti: l’orgoglio di chi sa osare, la rabbia di chi è costretto ad andare via per aumentare lo spazio vitale di chi restava, la speranza in un mondo migliore, la paura del nuovo e della propria inadeguatezza, il rimpianto. L’esodo migratorio fu oggettivamente necessario perché il territorio di Molinara non era in grado, per ragioni economiche e sociali, di accogliere il forte incremento di popolazione verificatosi a partire dal 1800. Esso fu però soggettivamente ingiusto perché selettivo, emigrarono soprattutto i più poveri e coloro che, pur dotati di notevoli capacità, non trovarono lo spazio sociale necessario per l’affermazione della propria individualità. A partire dagli anni ‘70 e per tutti gli anni ‘80 e ‘90, in conseguenza della crescita sociale ed economica di Molinara, i flussi migratori diminuirono e contemporaneamente si ebbe un fenomeno limitato di rientro di emigrati, che contribuirono a diffondere a Molinara una moderna coscienza civile e una cultura urbana”.
(Gil)