Catanzaro, 26 ago – Il dibattito moderato da Sergio Scicchitano, docente all’Università Tor Vergata a Roma e consigliere di Amministrazione Anas, ha evidenziato le difficoltà e lo stato di disagio dei giovani laureati e lo scollamento tra il mondo universitario e quello del lavoro, “i giovani – ha detto – che considerano la fuga dal proprio paese come l’unica alternativa rimasta. Nel corso del convegno si sono poi succeduti gli altri interventi tra cui quello di Pierfrancesco Mirarchi, sindaco del Comune di Isca sullo Ionio, che ha sottolineato “il dovere civico di ogni calabrese di fare qualcosa di importante per la propria terra per farla crescere e per aiutarla”. Ha portato il saluto dell’amministrazione provinciale di Catanzaro l’assessore alla pubblica istruzione Giacomo Matacera, il quale ha sottolineato come l’emigrazione è la piaga madre della regione”. Giuseppe Cosentino dell’Associazione Romana Andreolese (A.R.A.) ha sottolineato che “questo tipo di incontri sono un arricchimento culturale, un momento per riflettere e ripercorrere le proprie esperienze personali che hanno portato fuori dalla Calabria tanti calabresi”. Pino Soriero consigliere di ammistrazione dello Svimez e presidente dell’Associazione “Il Campo”, ha definito l’incontro una serata di grande emozione perché il tema tocca un modo di essere del calabrese, un modo di vivere la Calabria difficile e complesso. A seguiri hanno poi dato il proprio contributo: Pietro Nocita, docente universitario a Roma, Matteo Caridi, avvocato in Catanzaro, di Caterina Marceca dirigente scolastico e Francesco Trimboli in rappresentanza delle associazione Calabresi di Milano. In collegamento telefonico da Philadelphia U.S.A., Pasquale Néstico presidente di Filitalia International e membro del Consiglio Generale degli Italiani all’estero (CGIE), originario di Isca sullo Ionio si è complimentato con l’associazione per l’incontro organizzato ed ha sottolineato il fatto che in un mondo globalizzato anche da lontano si possono seguire le vicissitudini ed i problemi che assillano la nostra amata Calabria. (Sab)