Gerusalemme, 11 set – Il recente accordo di cooperazione ed amicizia firmato con la Libia, nell’ambito del quale l’Italia si impegna a versare allo Stato nordafricano un risarcimento di cinque miliardi di dollari, rappresenta certamente una grandissima prova di maturita’ e responsabilita’ che pochi Paesi con un passato coloniale hanno avuto il coraggio di assumersi. Purtroppo – si legge in una nota scritta dai membri del Comites di Gerusalemme – l’accordo non tiene presenti i danni inferti dalla Libia ai profughi italiani negli anni successivi all’occupazione del paese maghrebino. La maggior parte degli italiani fuoriusciti dalla Libia fino al 1970 sono stati completamente espropriati dei loro beni, o per saccheggio o per confisca, e l’efferata violenza di quegli anni ha mietuto anche molte vittime, tra cui intere famiglie trucidate”. “In particolare – si legge – tra gli italiani residenti in Israele vi sono molti profughi della Libia”. “Parecchi connazionali, scappati da Tripoli e Bengasi abbandonando tutti i loro averi, si sono rivolti al Comites esprimendo il loro disappunto. Si sentono parte in causa in un accordo che invece li ignora completamente – riferisce Beniamino Lazar, Presidente del Comitato degli Italiani Residenti all’Estero (Comites).
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