Gerusalemme, 11 set – “Molte famiglie, inclusa la mia, hanno perso la casa e il lavoro e perfino la possibilita’ di tornare a piangere sulle tombe dei propri cari,” lamenta Raphael Barki, Segretario del Comites, egli stesso nato a Tripoli, riferendo che dove una volta c’era il cimitero ebraico di Tripoli, corre oggi la superstrada litoranea del capoluogo libico. “Tragicamente, non solo l’accordo non tiene in considerazione il risarcimento dovuto dalla Libia ai cittadini italiani, ma prevede anche investimenti per un’autostrada costiera che attraversi tutto il paese, dall’Egitto alla Tunisia, incluso il lungomare tripolino, “ continua Barki. Il Comites Israele si e’ fatto portavoce del disappunto degli italiani di origine libica residenti in Israele trasmettendo un comunicato al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi attraverso S.E. Luigi Mattiolo, l’Ambasciatore d’Italia in Israele, che qualche settimana fa ha inaugurato il proprio mandato diplomatico a Tel Aviv. Nel comunicato si “disapprova” il fatto che il governo italiano abbia accettato di firmare un trattato che ignora completamente le violenze e i danni subiti dalla comunita’ italiana ed ebraica in Libia, ed auspica che “il governo italiano guidato da Berlusconi potra’ inserire nei programmi previsti dall’accordo con la Libia anche gli impegni che la controparte deve assumersi nei confronti dei danni arrecati ai profughi italiani”. (Sab)