Roma, 11 set – “Ciò che manca al sistema bancario italiano è certamente il ruolo sociale a cui le nostre banche dovrebbero provvedere”. Lo ha dichiarato il deputato del PdL, Aldo Di Biagio. “In Italia – continua Di Biagio – non c’è traccia dei meccanismi economici virtuosi propri della libera concorrenza. Questo a scapito delle aspettative dei clienti e dei dipendenti delle banche: i primi sui quali pesa il rincaro delle competenze e l’abbassamento del livello qualitativo dei servizi bancari, i secondi che lamentano la perdita di punti di riferimento all’interno della classe manageriale degli stessi istituti”. “La ristretta elite di capitalisti – afferma ancora Di Biagio – che, stringendo alleanze strategiche, ha trasformato il mercato a tutti gli effetti in un monopolio bancario privato, non rappresenta certo una soluzione al fermo che l’economia italiana sta vivendo”. “L’agevolazione del meccanismo di concentrazioni all’interno del sistema ha portato alla divisione del mercato in pochi grandi gruppi bancari. Motivo per cui le piccole e medie imprese che si rivolgono ad un istituto si ritrovano automaticamente preclusa una percentuale del mercato di credito”. “Non esiste il principio di economicità del cliente né di miglioramento del grado di efficienza all’interno delle banche stesse”. “In Italia, inoltre, non c’è liquidità – girano assegni post dotati anche a pagamenti a 150, 180 giorni – e di conseguenza non esiste sicurezza del credito”. “Un sistema bancario come quello italiano quindi – conclude Di Biagio – basato su una strategia di credito limitato non può che favorire l’economia sommersa del Paese”.
(Sis)