Roma, 11 set – Le parole tradizionali della politica – lavoro, libertà, pace – perdono la loro connotazione originaria. Non sono cioè, per la maggior parte degli italiani, “né di destra né di sinistra”. La parola più marcata ideologicamente è “federalismo”, che è “di destra” per il 55% degli italiani. A destra anche la sicurezza (40%) e l’identità (32%), la famiglia (31%) e la legalità (29%). Dall’altra parte, uguaglianza (38%), solidarietà (33%) e partecipazione (31%) rimangono le parole che caratterizzano di più la sinistra. La semplificazione del quadro politico seguita alle ultime elezioni è stata “salutare” per il 40% degli intervistati, mentre per il 30% si è trattato di un impoverimento del pluralismo politico. La pregiudiziale ideologica non funziona più al momento del voto. Solo il 17% degli intervistati non voterebbe mai un politico perché “di destra”, il 15% direbbe no se fosse “di sinistra”. 6 italiani su 10 voterebbero indistintamente a destra o sinistra se il politico fosse “capace di risolvere i problemi del Paese” e “onesto”. Gli stessi contenitori politici tengono sempre meno: il 32% degli intervistati non si sente rappresentato da nessuna tra le definizioni politiche vigenti (sinistra, centro, destra, centro-sinistra, centro-destra). Le convinzioni ideologiche non contano ormai nulla per più di un italiano su due (56%), perché contano solamente i risultati ottenuti dai governi. Eppure non è solo al pragmatismo che guardano gli italiani. Tra il post-ideologico e l’antipolitica, la partita dei valori rimane aperta al momento del voto. Gli italiani infatti dichiarano di scegliere in base alle proprie convinzioni personali – “i valori in cui credo” – per il 38%. Il 30% valuta il programma politico più efficace e concreto, mentre solo il 10% dichiara di subire il fascino dei leader carismatici e comunicativi. E quali sono questi valori in cui credono gli italiani? Al primo posto, indiscutibilmente, la famiglia (81%), quindi il lavoro sicuro (33%), l’amicizia (15%), la fede religiosa (15%), l’autonomia e la libertà individuale (11%).
(Erg)