Bologna, 14 set – Dal punto di vista delle ricadute sul “bilancio” nazionale in termini di emissioni, l’anidride carbonica assorbita dai boschi viene poi “contabilizzata”, contribuendo direttamente al perseguimento degli obiettivi fissati da Kyoto. Per il periodo 2008-2012, la componente di carbonio forestale è quantificata in circa 750 milioni -1 miliardo di euro. Il Protocollo consente di “scaricare” dal totale delle emissioni di gas serra il volume di legno che si trova nelle nostre foreste (che cresce dello 0,3% all´anno). “Si tratta di un lavoro innovativo con margini di errore molto bassi, intorno all’1 per cento su scala nazionale – dichiara Cesare Patrone, capo del Corpo forestale dello Stato. Dal punto di vista tecnologico sono state utilizzate apparecchiature GPS e sistemi GIS, tecnologie che si avvalgono dell’ausilio satellitare per il raggiungimento, l’individuazione e l’analisi sul campo di circa 37 mila punti di rilevamento per i vari parametri. Oltre 300 mila i punti esaminati e più di 400 i forestali impegnati nella realizzazione dell’Inventario nazionale delle foreste. I boschi in Italia sono in continua espansione – conclude Cesare Patrone – così come i crediti di carbonio previsti dal Protocollo di Kyoto”. C´è spazio per un appello finale: “Questi nuovi boschi, però, non possono essere abbandonati, ma devono essere oggetto di una politica di gestione forestale sostenibile, al fine di preservarli dagli incendi e da altri fenomeni naturali di degrado”.
(Sis)