Roma, 16 set – Sulla Nacion spicca con evidenza la vigilia della proiezione nei cinema argentini di “Mi hermano es hijo unico”, traduzione del film “Mio fratello è figlio unico” di Daniele Lucchetti, a testimonianza del successo del regista italiano nel paese latino-americano. Il quotidiano argentino intervista lo stesso cineasta che, spiegando la genesi del suo lavoro che si ambienta a Latina durante gli scontri del Sessantotto, afferma che “per me l’importante non è fare un film storico, ma raccontare qualcosa che sia carico di emozione”. Lucchetti inoltre sottolinea che “negli anni Sessanta i forti scontri fra i fascisti e i giovani di sinistra non avvenivano solo nelle città create dal Duce, come Latina, era una cosa abituale in tutte le citta’ universitarie”. Il quotidiano segnala anche che il film è stato liberamente tratto dal romanzo di Antonio Pennacchi “Il neofascista”. Tuttavia, segnala lo stesso regista, vi sono anche dei riferimenti autobiografici riguardo al rapporto fra i due fratelli protagonisti del film: “Gli archetipi di riferimento in questo caso siamo io e mio fratello, anche se dal punto di vista politico non siamo mai stati così lontani. Ma è importante riferirsi a vicende proprie quando si vuole raccontare una storia”.