Berna, 16 set – “Ho accettato volentieri l’invito alla manifestazione di presentazione dell’opera multimediale “I segni dell’emigrazione” organizzata al circolo del Ministero degli Affari Esteri. E ho accolto volentieri l’invito anche perché felicemente colpita dal fatto che le autrici (Grassi, Monacelli e Chiarilli) sono tutte donne. Sono andata con spirito ottimista ma purtroppo mi sono trovata di fronte ad uno spettacolo triste, di altri tempi, che mi ha procurato profonda sensazione di sconcerto. Un evento che con l’attuale realtà degli italiani nel mondo non corrisponde minimamente”. E’ quanto afferma in una dichiarazione Anna Pompei Ruedeberg, consigliere del CGIE ed esponente di primo piano del Partito Democratico della Svizzera, la quale aggiunge: “A presentare il lavoro di tre donne c’erano otto uomini: Umberto Vattani, Alfredo Mantica, Gherardo La Francesca, Piero Badaloni, Alessandro Masi, Antonio Corbisiero, Mario Morcellini, Filippo Gaudenzi. Il ministro degli Esteri Frattini non era presente altrimenti sarebbe stato il nono. Chi conosce il mondo dell’emigrazione di oggi sa perfettamente che lo spettacolo andato in scena al circolo del Ministero degli Esteri, con gli italiani nel mondo non c’entra niente, non lo rappresenta politicamente, culturalmente, socialmente e soprattutto eticamente. In un ambiente patinato, istituzionalmente antico, otto uomini hanno utilizzato le italiane e gli italiani nel mondo non per capirne le ragioni, i problemi, le aspirazioni ma come occasione per promuovere la loro immagine e la loro attività.
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