Roma, 26 set – La qualità della classe politica è considerata causa di indebolimento dell’identità azionale per il 55% dei giovani italiani e per il 23% di quelli del Regno Unito, mentre ’immigrazione incide, rispettivamente, per il 34% e il 60%. Sono questi alcuni dei dati emersi da un’indagine condotta da Publica-ReS e Gruppo Swg conto dell’ambasciata britannica in Italia e del British Council dal titolo “Italia-UK: identità in transizione”, i cui risultati sono stati resi noti in occasione della conferenza stampa di presentazione a Villa Wolkonsky del 16esimo Convegno di Pontignano. Dallo studio, che ha raccolto un campione di 2 mila tra giovani italiani e britannici di età compresa tra i 18 e i 35 anni, emerge come negli ultimi anni l’identità nazionale del proprio Paese si sia poco rafforzata (24% in Italia, 13% nel Regno Unito). A livello istituzionale, a meritare fiducia sono in primo luogo le forze dell’ordine (60% Ita, 54% Uk) e l’esercito (60% Ita, 71%Uk), mentre per governo e Parlamento le percentuali scendono, rispettivamente, al 26% e 25% in Italia e al 22% e 24% nel Regno Unito. I giovani fanno poco affidamento anche sui partiti politici e i sindacati (16% e 23% tra gli italiani, 17% e 42% tra i britannici). Nei confronti della questione dell’immigrazione in entrambi i Paesi sembra prevalere un atteggiamento di chiusura, seppure per motivi diversi. Infatti, per il 34% degli italiani gli immigrati costituiscono un rischio per la sicurezza e l’ordine pubblico (a fronte del 16% britannico), mentre nel Regno Unito il 25% dei giovani considerano l’immigrazione come fattore che mette in pericolo l’occupazione interna (11% in Italia). Per gli intervistati le condizioni che gli immigrati dovrebbero soddisfare per favorire la propria integrazione nei rispettivi paesi sono, in primis, il rispetto delle tradizioni e della religione del paese ospite (75% Oltremanica, 56% in Italia), il possesso si un contratto di lavoro (52% in Italia) e una adeguata conoscenza della lingua del Paese nel quale si emigra (71% Uk). Sia i giovani italiani che quelli britannici mostrano inoltre una sostanziale fiducia nei confronti dell’Unione europea e nella sua capacità di governare meglio rispetto ai governi nazionali e grandi questioni aperte del mondo contemporaneo. L’Ue sarà in grado di diventare economicamente più forte per il 66% degli italiani e per il 58% dei britannici ( a fronte del 22% e 38% che credono in questa possibilità per il proprio Paese). L’influenza diplomatica dell’Europa unita è destinata a crescere per il 61% degli italiani e il 56% degli inglesi mentre, per quanto riguarda l’impegno per la protezione e la salvaguardia dell’ambiente, ripongono fiducia nel contributo dell’Ue il 60% di entrambi i campioni: percentuale che, rispetto al proprio Paese, scende al 32% per l’Italia e al 48% per il Regno Unito. Riguardo alle trasformazioni dell’identità in conseguenza dei cambiamenti che si sono e si stanno verificando nei rispettivi Paesi, i giovani italiani hanno risposto che i mutamenti sono stati più evidenti per quel che riguarda lo ‘Stile di vita’ (56%), e la ‘Fiducia nel futuro’ (47%), mentre gli inglesi hanno posto l’accento su ‘Rapporto con la religione’ (46%), ‘Rapporto con la politica’ e ‘Rapporto con l’ambiente’ (39%). Alla domanda su quali siano i fattori che oggi maggiormente determinano l’identità degli italiani e dei britannici, entrambi hanno messo al primo posto l’ambiente familiare (rispettivamente 59% e 58%), seguito dalla tv (49%). L’influenza della stampa si attesta al 40% Oltremanica, mentre nel nostro Paese è relegata al 5%, e quella dei new media raccoglie il 19% nel Regno Unito e il 31% in Italia.
(Clm)