Milano, 6 ott – Rispondere concretamente al problema della “fuga dei cervelli”, sostenere la ricerca scientifica in Lombardia e offrire nuove prospettive di lavoro ai giovani: questi i principali obiettivi dell’iniziativa “Mind In Italy” presentata a Milano da Roberto Formigoni, presidente di Regione Lombardia, e Luciano Maiani, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche insieme a un parterre di esperti e specialisti del settore. Pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, partono da domani i bandi per la selezione di laureati e diplomati di istituti tecnici o scientifici superiori nell’ambito dei progetti ricompresi dall’Accordo Quadro, sottoscritto da Cnr e Regione Lombardia. L’Accordo Quadro prevede l’attuazione di quattro Progetti di Ricerca, che saranno realizzati in Lombardia, finalizzati all’inserimento di giovani in programmi triennali di Ricerca e Sviluppo, attraverso il conferimento di 64 contratti a tempo determinato, 43 assegni di ricerca, 5 dottorati e 30 borse master in “Ricerca Industriale”, per un totale di 142 posizioni. L’Italia impiega nel settore delle ricerca un numero di risorse umane ancora basso (110.595 unità), con un rapporto, rispetto al totale della forza lavoro, di circa mezzo ricercatore ogni 1.000 unità. Nel contesto internazionale significa che l’Italia è in forte ritardo rispetto a Finlandia (2,229 ricercatori ogni 1.000 unità), Svezia (1,623), Danimarca (1,481) e Giappone (1,349). “I dati mostrano, d’altro canto, che le risorse pro-capite conquistate in Europa dai ricercatori italiani sono decisamente superiori a quelle della media europea – afferma Luciano Maiani – presidente del Cnr – e indicano quindi che il problema è nella consistenza numerica dei ricercatori in Italia piuttosto che nella qualità”. Cnr e Regione Lombardia con l’iniziativa “Mind In Italy” si inseriscono in questo contesto con l’intento di contrastare attivamente la “fuga dei cervelli” e di offrire nuove opportunità di lavoro ai giovani. Il sistema della Ricerca in Italia non può prescindere dall’incremento del numero dei ricercatori e dalla loro attrazione dall’estero.