Roma 8 ott – Il Chicago Tribune si sofferma sulla situazione di emergenza dell’area archeologica di Pompei già denunciata lo scorso luglio. Il quotidiano statunitense riporta che Pompei, “una delle più visitate località turistiche in Italia”, è ora “aperta ad affari con offerenti avidi di contratti redditizi all’interno delle rovine”. Si citano quindi le parole di Renato Profili, commissario straordinario degli scavi archeologici di Pompei: “Il turismo è in stato di emergenza, ancor più delle rovine stesse”. L’apertura delle rovine a imprese private – sottolinea il quotidiano – giunge dopo che il governo presieduto da Silvio Berlusconi, “in ristrettezze”, ha ridotto i fondi statali per le opere d’arte: “I fondi per il restauro di Pompei hanno subito forti tagli, ridotti dai 75 milioni di dollari dello scorso anno ai 15 milioni attuali”. Inoltre il Chicago Tribune segnala che, stando ai dati del sito ufficiale e delle guide indipendenti, dall’inizio dell’ anno Pompei ha perso circa il 20 per cento delle entrate derivate da visite turistiche. Si aggiunge che l’Unesco non concorda appieno con l’operato di Profili: “Fino a quanto si può spingere il potenziale commerciale di un sito archeologico? Si favorisce l’accessibilità ma si incrementa anche lo stress per il sito” ha dichiarato il portavoce dell’organizzazione Roni Alenan.