Ravenna, 10 ott – “Prima di tutto bisogna capire a cosa serve la diffusione della lingua italiana – attacca così il presidente degli emiliano-romagnoli a Praga, Massimo Bernacconi – Inoltre è necessario sottolineare che i pochi fondi che ci sono spesso anche utilizzati male: è impensabile che un corso di lingua pubblico sovvenzionato costi più di uno privato. Inoltre è giusto sottolineare che la pluralità di soggetti coinvolti continuano a farsi la guerra fra loro. Senza contare la molteplicità di enti che realizzano i corsi e le iniziative. Se la Regione Emilia Romagna vuole scendere in campo, può farlo innanzitutto analizzando attentamente la situazione per creare poi un progetto che tracci un nuovo quadro che sia il più economico possibile e che utilizzi al meglio le risorse”. Claudio Melloni, rappresentante della comunità italiana in l’Uruguay, va oltre e si domanda: “ci sono delle politiche statali per lo sviluppo dei rapporti bilaterali con altri Paesi? Qui non si parla di soldi, ma di accordi. Come risponde lo Stato italiano?”.
(SEGUE)