Ravenna, 10 ott – Il secondo giorno della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo si è aperto con il seminario “Promozione della lingua italiana per affermare la nostra cultura nel mondo e rafforzare i rapporti con le comunità italiane all’estero”. Nella sala del Consiglio Comunale, il vicesindaco di Ravenna Giannantonio Mingozzi ha salutato i presenti: “Ravenna è lieta di ospitare quest’evento. Da sempre la città ha degli scambi culturali con tanti dei Paesi che voi qui rappresentate. Molti dei nostri professionisti vengono chiamati per formare personale qualificato all’estero. Voi oggi parlerete di come divulgare l’italiano nel mondo. Noi riceviamo tantissime richieste in questo senso. La nostra cittadinanza, per esempio, è gemellata con la città di Samarcanda e la prima cosa che ci è stata chiesta è stata proprio quella di realizzare un corso di lingua. Quindi sponsorizziamo questo tipo di manifestazioni con grande gioia. Oggi siete qui nella terra dove è morta Anita Garibaldi e quindi mi fa piacere ricordare tutti i progetti che il Comune ha messo in atto con le popolazioni di Laguna e di Rio Grande del Sud, in Brasile. Questo – ha concluso Mingozzi – è un momento in cui si tende a vedere tutti i valori comuni in negativo, va ricordato, invece, che la nostra rappresentanza all’estero ci accomuna in positivo”. Il saluto è stato ricambiato con affetto dalla presidente della Consulta Silvia Bartolini: “Siamo stato contenti di scegliere Ravenna proprio per la straordinaria vocazione multiculturale della città. Non è un caso, proprio perché il compito che ci aspetta questa mattina è molto complesso. Non è stato facile come ente regionale decidere di affrontare un tema così pregnante per tutto lo stato. Abbiamo voluto mettere le mani in questa materia, prima di tutto per capire. Non ci accontentiamo di realizzare delle iniziative per le nostre 95 comunità sparse per il mondo, di cui siamo molto orgogliosi. Il nostro obiettivo è quello di esserne rappresentanza concreta – ha continuato la Bartolini – Quello che abbiamo organizzato oggi è un seminario, non un convegno istituzionale che forse faremo in occasione della Consulta di tutti i presidenti. Questo perché vogliamo capire quali sono le risorse, i risultati e i tempi delle iniziative che le associazioni presenti stanno svolgendo. Dobbiamo stare molto attenti ai bisogni diversificati. La Consulta non ha nessun delirio di onnipotenza, non vuole mettere ordine in questa materia, vuole solo conoscere per migliorarsi. Vogliamo essere efficaci – ha concluso la presidente – diventare dei volani, dei moltiplicatori di opportunità”.
(Erg/Sis)