Ravenna, 10 ott – Il primo intervento al comune di Ravenna per la Consulta degli Emiliano Romagnoli nel mondo porta la firma del dirigente scolastico presso l’Ufficio II della Direzione Generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie, Maria Vittoria Cifone: “Il ministero degli Affari Esteri si occupa della diffusione della lingua italiana. In base alla direttiva culturale, coordiniamo quelle che sono le istituzioni culturali presenti all’estero. I corsi possono essere curriculari o extracurriculari. Parliamo di circa 34.000 corsi, gestiti da enti locali che richiedono al ministero un contributo per realizzare la diffusione della lingua italiana come lingua di cultura e non solo di emigrazione. Per l’anno 2008 il contributo è stato di circa 26.200.000 euro. Nel settore scolastico il ruolo dello stato è svolto da uffici scolastici istituiti nei consolati. Oggi abbiamo 171 uffici che coordinano gli enti gestori. Questa collaborazione – ha spiegato la Cifone – offre dei vantaggi innegabili: gli organismi locali sono agevolati in quanto conoscono la realtà locale, e quindi sanno come favorire questa compenetrazione linguistica. Un nodo importante è dato dalla componente docenti: cresce la domanda di insegnati qualificati di italiano. Gli enti gestori realizzano i corsi di formazione in cooperazione con il ministero. Le linee principali di questi ultimi anni hanno riguardato soprattutto la qualificazione degli enti gestori, a cui è stata chiesta anche una maggiore autonomia. La concentrazione di questi enti in un unico ente o in pochi gruppi è stata sicuramente favorita. Inoltre è stata richiesta la realizzazione di corsi di lingua nelle scuole locali, ma in questo campo la concorrenza è fortissima. Lo scopo è dare una continuità e una stabilità all’intervento”. Un altro problema riguarda sicuramente la certificazione: “L’obiettivo del ministero è lavorare affinché queste certificazioni vengano riconosciute anche nei Paesi ospitanti”.
(Erg)