Roma, 13 ott – “In sede di discussione sulla legge di bilancio ” – ha ricordato Fedi – è stato presentato da Zacchera un ordine del giorno che propone il rinvio delle elezioni per il rinnovo dei Comites e del Cgie, passato con il voto contrario del gruppo Pd, che sostiene alcune tesi molto “pericolose”. Si parte dalla difficoltà di reperire risorse (ma questa analisi non tiene conto del fatto che esiste già una previsione di bilancio per il rinnovo di Comites e Cgie) per arrivare a una ipotesi sul possibile utilizzo delle risorse da destinare ad altri capitoli. Non vi è però da parte del governo alcuna indicazione sul possibile recupero dello stanziamento complessivo di 7milioni di euro (6 per i Comites e 1 per il Cgie) che comunque rappresenterebbe davvero una goccia rispetto all’entità dei tagli. Non solo. Il governo prospetta tagli anche nel 2010 e 2011. Abbiamo votato contro l’ordine del giorno poiché lo riteniamo errato nella forma poiché parte da un’irreperibilità di fondi che invece è previsione di bilancio. Sostiene poi una tesi sul possibile utilizzo dello stanziamento che il governo non conferma e l’ordine del giorno non indica poi un percorso politico per arrivare alla riforma”. “Infine – ha concluso Fedi – il capitolo 3123 che riguarda le spese per le consultazioni elettorali e referendarie all’estero, sul quale il sottosegretario Mantica aveva chiesto una nostra riflessione in sede di prima audizione del Comitato per gli italiani nel mondo. La decisione era già stata presa poiché nella tabella 6 del Mae questa voce, che comporta una previsione di 23 milioni di euro, è stata soppressa. Ne consegue che non vi sarà la possibilità, in occasione del rinnovo del Parlamento europeo, di votare sui collegi italiani. Gli elettori potranno optare per il voto in loco verso i candidati europei della circoscrizione in cui risiedono, ma sarà preclusa ai cittadini italiani che vivono fuori dai confini nazionali la possibilità di esprimersi per il referendum sulla legge elettorale ed eventualmente sul lodo Alfano. Con la contraddizione che gli iscritti Aire sono elettori, ma la impossibilità di esprimere un voto renderà più difficile raggiungere il quorum necessario affinché il referendum produca effetti. Forse governo e maggioranza dovrebbero rispondere anche a questi dubbi”.
(Erg)