Roma, 14 ott – Il premio per l’archeologia è andato al professore Adriano La Regina. Archeologo di riconosciuta fama non solo nazionale, già Soprintendente di Roma, autore di studi fondamentali sui Vestini e sui Pentri, massimo studioso vivente dei Sanniti e sulle iscrizioni arcaiche, La Regina ha tenuto una relazione sullo stato e lo sviluppo della ricerca archeologica nella zona dei Vestini. Una novità interessante del suo intervento è stata la presentazione dell’immagine d’un busto femminile, dello stesso autore della statua del guerriero, che è stato definito come “La Signora di Capestrano” per le evidenti affinità stilistiche. Il riconoscimento per la poesia se l’è aggiudicato Giuseppe Rosato, di Lanciano, per il libro “La traccia di beltà” (Edizioni Noubs). Giuseppe Rosato è il più grande poeta abruzzese, di grande rilievo nel panorama della poesia italiana. Il riconoscimento per la narrativa è andato a Luciano Ricci, di Isola del Gran Sasso, per il romanzo “La farfalla rossa” (Ed. Sperling & Kupfer). Luciano Ricci è il maggiore scrittore abruzzese, prosatore fine ed elegante, piega la scrittura a una volontà ridondante, che lo conduce allo sperimentalismo più sincero. Goffedro Palmerini ha invece ricevuto il premio internazionale. Con perseveranza è riuscito a creare un sistema di comunicazione online con i Paesi più lontani: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Germania, Messico, Perù, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Sud Africa, Repubblica Dominicana, Uruguay e Venezuela. Una rete globale, fittissima, che collega buona parte delle realtà associative regionali all’estero (peraltro è uno dei membri del Consiglio Regionale degli Abruzzesi nel Mondo). Infine il premio per la cultura a Sandro Valletta, marsicano, appassionato conoscitore del mondo dell’emarginazione, di cui si fa attento interprete e portavoce attraverso libri densi d’interesse e umanità, come: “Viaggio nel mondo degli invisibili”. La cerimonia si è conclusa con il conferimento del premio “San Giovanni da Capestrano” a Giuseppe Fidelibus, per i suoi saggi su Sant’Agostino.
(Erg)