Roma, 15 ott – “L’obiettivo del centro-destra non è quello di riformare il Cgie ma quello di azzerare la rappresentanza degli italiani all’estero per poi arrivare a rimettere in discussione anche la stessa rappresentanza parlamentare”: è quanto ha dichiarato Luciano Neri (Coordinamento Nazionale Circoscrizione Estero PD) nel corso di un incontro sul Cgie, dopo l’ordine del giorno presentato da Zacchera per rinviare le elezioni per i rinnovi di Comites e Cgie. “Si tratta sostanzialmente di un azzeramento delle risorse nei capitoli destinati agli italiani all’estero, tolgono il carburante per poi affermare che la macchina non cammina. Il centro-sinistra – ha affermato Neri – deve comprendere che non ci troviamo in presenza di una normale dialettica politica o istituzionale ma di fronte ad una esplicita dichiarazione di guerra del governo Berlusconi contro gli italiani all’estero. Vogliono cancellare quello che non riescono a controllare, vogliono cancellare la variegata e plurale rappresentanza degli italiani all’estero, un universo da sempre fortemente connotato in senso democratico e che dall’esterno, spesso molto meglio degli italiani in Italia, comprende il pericolo dei fascisti al governo e del berlusconismo. Secondo Neri, “la proposta della destra non è solo irricevibile ma anche pericolosissima perché introduce il trincio aberrante che in tempi di crisi si può risparmiare posticipando o cancellando l’espressione più alta della democrazia parlamentare, le elezioni. Partito Democratico e centro-sinistra, come ha giustamente rilevato Veltroni, sono alimentati da una cultura della responsabilità etica, politica e istituzionale, e quando parliamo di disponibilità al dialogo e al confronto, parliamo di un atto dovuto nei confronti del Paese e dei cittadini, non nei confronti di Berlusconi. Anche su questi temi il PD è disponibile ad un confronto – ha concluso Neri -, essendo però consapevoli che questo non è ciò che vuole il centro-destra e quanto meno non è ciò che non sta praticando il centro-destra. Il nostro senso di responsabilità sta anche nel comunicare messaggi chiari, comprensibili e concreti e nel saper utilizzare tutti gli strumenti democratici e di mobilitazione istituzionale e civile proporzionati all’attacco che il governo ha deciso di portare contro gli italiani all’estero. Siamo chiamati ad un sforzo ulteriore, qualitativamente alto e unitario in difesa della storia, della dignità e delle conquiste dei nostri connazionali all’estero. Che in definitiva significa tutelare gli interessi dell’Italia in quanto tale”.
(Sis)