Roma, 17 ott – Una finanziaria che Carozza definisce “ingiusta, perché non tiene in alcun conto l’apporto dato dagli enti gestori con competenza e, soprattutto, conoscenza del territorio, allo sviluppo della promozione della lingua e cultura italiana in ciascun Paese estero e molto spesso nel più assoluto volontariato. Non tiene, altresì, conto della impossibilità di proseguire i corsi da parte degli oltre due terzi dei 700.000 ragazzi che attualmente li frequentano. Non si preoccupa, infine, del licenziamento degli insegnanti – per alcuni già in atto – mettendo al lastrico gli Enti Gestori che dovranno far fronte agli impegni già contratti e risponderne finanziariamente. “Incoerente” perché la conoscenza della lingua e cultura italiana viene, al tempo stesso, rivendicata e dichiarata dal Ministro Frattini e dal Governo come imprescindibile nella strategia di promozione della presenza economica italiana nel mondo. E, come tale, importante antidoto alla crisi economia e supporto indispensabile ad un più ampio sviluppo delle relazioni economiche ed all’internazionalizzazione delle nostre piccole e medie imprese.Ma, soprattutto, “miope” verso il futuro dell’Italia e delle sue comunità all’estero. E non solo rispetto al collegamento futuro con le nuove generazioni di origine italiana all’estero, quanto anche rispetto ad un calcolo puramente “finanziario” delle risorse che dovrà mettere in campo nella “dismissione” della “rete” per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero”.
(SEGUE)