Roma, 30 ott – Sono circa 4 milioni gli immigrati regolari in Italia. Questo il primo e più significato dato emerso dalla presentazione della Diciottesima edizione del Rapporto Caritas-Migrates sull’Immigrazione, che si è svolta questa mattina presso il teatro Orione di via Tortona. “La popolazione immigrata è cresciuta nell’ultimo anno di almeno 300.000 unità – ha spiegato Franco Pittau, coordinatore del dossier – L’immigrazione è ormai da tempo un fatto nazionale che riguarda molti Paesi esteri, primi fra tutti Romania (con 625.000 residenti) e Albania (si parla di circa 400.000 albanesi presenti nel Bel Paese). Dal Rapporto – ha continuato Pittau – emerge che i settori lavorativi dove gli immigrati vengono impiegati sono sempre gli stessi: l’assistenza, l’industria, ma negli ultimi anni si è registrato anche un incremento negli esercizi pubblici, come i bar o i ristoranti. Nonostante ciò, in Italia c’è ancora tanta paura degli immigrati, un paura che non ha fondamento visto e considerato che l’immigrazione è nata come fenomeno lavorativo. Basti pensare che il tasso di attività degli stranieri in Italia è del 73%, parliamo di 12 punti in più rispetto a quello degli stessi italiani. Non dimentichiamoci poi che tutto ciò stimola la ricchezza del nostro Paese: gli immigrati concorrono per il 9% alla creazione del Prodotto Interno Lordo nazionale e coprono le spese per i servizi e l’assistenza con 3,7 miliardi di euro utilizzati come gettito fiscale. Ricordiamoci sempre che ‘chi non spende, non prende’. In Italia pensiamo di spendere molto per gli immigrati, ma in realtà si parla solo di 5 milioni di euro, contro gli oltre 350 per esempio della Spagna”.
(SEGUE)