Roma, 3 nov – “Come italiani all’estero – ha sottolineato il segretario generale – siamo pronti ad assumere le nostre responsabilità nel sostegno al Paese, al nostro Paese di origine, del quale continuiamo a far parte a pieno titolo, ma non intendiamo subire passivamente questa situazione e solo una forte partecipazione e mobilitazione può contribuire a superarla, spingendo il governo a rimediare alla reale prospettiva di smantellamento di ogni tipo di intervento che condurrebbe inevitabilmente alla definitiva rottura del rapporto del nostro Paese con le proprie comunità. Il Cgie continuerà a “negoziare” la portata dell’impegno di quanti operano in Italia ed all’estero a vantaggio delle nostre comunità, nell’ambito delle competenze che la legge istitutiva affida al Consiglio ed a sostegno del mandato affidato dalle comunità ai parlamentari eletti dalla Circoscrizione Estero”. “Iniziative di mobilitazione si stanno organizzando in molti Paesi – ha concluso Carozza – A Roma, Vi invito ad un incontro-confronto, insieme con i vicesegretari d’Area del Cgie, il 12 novembre a partire dalle 14.30, ospiti del “Fogolar Furlan” di Roma, presso la sede dell’Unar, l’Unione Nazionale delle Associazioni Regionali in Roma, via Ulisse Aldrovandi 16, per una comune riflessione sulle soluzioni possibili perché il collegamento con le nostre comunità abbia un futuro e non divenga solo una memoria del passato. Il nostro impegno sarà ancora più forte e incisivo se la voce di tutta le rappresentanze saprà farsi sentire unitariamente. Insieme, sono sicuro, riusciremo a far valere le nostre ragioni”.
(Erg)