Roma, 3 nov – “Occorre – continua – che il trauma che la drastica e generalizzata diminuzione delle risorse a disposizione produrrà sia evitato e che si ristabilisca il clima di fiducia che in questi anni si è tentato di creare. È l’Italia intera ad avere il massimo interesse a non perdere il rapporto con i tanti suoi cittadini che non risiedono sul suo suolo. La storia dell’emigrazione è una storia lunga e triste e solo dopo molte tergiversazioni la nostra legislazione è riuscita a riconoscere l’esistenza della diaspora italiana con la quale, però, si è rischiato e ancora più si rischia di perdere ogni contatto soprattutto con le giovani generazioni. Le difficoltà che i tagli genereranno saranno tali da vanificare i risultati che speriamo positivi della prossima Conferenza Mondiale dei Giovani Italiani nel Mondo. Noi Italiani all’estero soffriamo della scarsa considerazione dimostrata nei nostri confronti e dell’incomprensione dell’effettiva risorsa che rappresentiamo. L’estensione dello stile di vita italiano, dalla gastronomia alla moda, che alimenta le esportazioni del nostro Paese è in buona parte dovuto alla presenza degli Italiani nel mondo. Così l’attenzione per la nostra cultura e la nostra lingua, la diffusione delle tante bellezze del nostro Paese e dell’incommensurabile patrimonio storico e archeologico è generata dalla nostra presenza nel mondo. Lo stesso turismo, considerando l’importanza e la dimensione del cosiddetto “turismo di ritorno”, non sarebbe più lo stesso senza il ruolo di veri e propri promotori del nostro Paese svolto proficuamente dagli Italiani nel mondo. Gli Italiani si sono affermati nei vari Paesi che li hanno accolti. Sono stimati e considerati e spesso hanno saputo conquistare i vertici professionali e anche politici. Lo stesso nostro sistema di rappresentanza, Collegio estero, Cgie. e Comites, è molto apprezzato in Europa e preso a esempio da diversi Stati per realizzare un’analoga rappresentanza dei loro cittadini residenti nel mondo”.
(SEGUE)