Stoccarda, 19 nov – E poi: “se fosse stata approvata la Bicamerale, sarebbe stato diverso, ci saremmo mossi alacremente”, ha aggiunto riferendosi alla sua proposta di legge che, presentata ad aprile ancora non è stata assegnata alle commissioni competenti, anche se sottoscritta da molti degli eletti all’estero di entrambi gli schieramenti, consapevoli, ha detto Tremaglia, che “solo così si può fare politica per gli italiani nel mondo. Questa è la strada maestra”. “Quanto al Ctim, Tremaglia ha sostenuto che “nonostante la nostra ferma posizione, noi non dobbiamo crearci altri avversari. Di nemici alle idee del CTIM ne abbiamo abbastanza, così come tutti gli altri italiani all’estero che sono bersagliati da un partito trasversale che non li conosce e non li ama”. Durante l’incontro, poi, è stato ribadito che “il CTIM deve prendere in mano le redini della politica per gli italiani nel mondo: questo Comitato ha sempre proposto, ha sempre lavorato incessantemente, ma pochi lo sanno o lo vogliono sapere, anche quelli che non vogliono ricordare le leggi (tra cui, le più importanti, il diritto all’esercizio del voto all’estero e l’AIRE), le decisioni, le migliaia di proposte che abbiamo promosso nel corso di decenni. Quanto ai Comites, “espressione dell’associazionismo” essi devono “trovare nuova linfa” e non “essere inquinati dall’infiltrazione partitica, come qualcuno sta tentando di fare negli ultimi tempi. Chi vuole la fine di questi comitati inserisca i partiti: se ora sono a volte litigiosi, la rissa diventerà poi la normalità”. Sia Tremaglia che la delegazione del Ctim tedesco si sono trovati concordi nel riaffermare che “lo spirito della legge istitutiva dei Comites era ed è di dar voce alle associazioni, il vero fulcro e cuore degli italiani nel mondo. E ciò non sarà diversamente per le nuove generazioni. Certamente – hanno convenuto – occorre subito una riforma per migliorare ed accogliere con un sistema di regia i nuovi aspetti regionalistici o addirittura gli investimenti che alcune province italiane stanno facendo all’estero. Tale nuovo, vitale sviluppo non può passare inosservato, né essere ignorato dai Comites. Così pure le idee, le nuove definizioni di identità che nasceranno dalla prima Conferenza dei giovani italiani, dovranno essere elaborate nella loro struttura e contenuti. I Comitati degli italiani all’estero devono essere coinvolti nell’impostazione dei vari Piani Paese e solo dopo dare i pareri sui vari progetti ed enti che operano nel loro ambito territoriale”.
(SEGUE)