Roma, 19 nov – L’ambasciatore Ronald P. Spogli, che è anche l’ideatore del Programma Fulbright Best legato al settore scientifico e imprenditoriale, dopo aver ricevuto il riconoscimento, ha sottolineato: “Gli scambi culturali che coinvolgono i giovani, sono sicuramente i più importanti per consolidare il filo che unisce gli Stati Uniti all’Italia. E forse, mai come oggi, il momento è propizio. Continuiamo a promuovere iniziative come questa, affinché sempre più giovani possano contribuire a migliorare il nostro futuro”. “Sono uno dei più anziani ad aver usufruito del programma Fulbright, quindi lo conosco bene”. Con un battuta Giuliano Amato ha iniziato il racconto della sua avventura giovanile negli Stati Uniti, grazie alla borsa di studio concessagli dal progetto. “In quegli anni ho imparato ad amare gli Usa perché in quel Paese c’è comunque qualcosa di noi – ha continuato il professore – La commistione di culture e civiltà fa sì che gli Stati Uniti abbiano qualcosa in più. Lì si impara una democrazia che funziona, equilibrata. Un tipo di democrazia che, se anche sbaglia, ha qualcosa di intrinseco che le permette di correggere il tiro e limitare l’errore”. “La vicinanza che c’è fra il nostro Paese e il loro – ha specificato Amato – è un valore economico, politico, culturale imprescindibile. Sono abbastanza consapevole dei principi che condividiamo con gli Stati Uniti da pensare che un domani, quando al tavolo delle decisioni siederanno anche altri attori, questa comunione ci permetterà di lavorare meglio”.
(Erg)