Berlino, 21 nov – “Dove c’è pizza c’è mafia? No! Lo stereotipo apparso in modo provocatorio su un giornale tedesco qualche mese fa va sfatato: dove ci sono soldi e potere c’è mafia”. Lo ha detto don Marcello Cozzi, prete impegnato in prima linea contro la mafia, ai circa cento studenti italo-tedeschi della scuola europea Albert-Einstein di Berlino, riuniti nell’aula magna dell’istituto per una lezione di antimafia, cui ha preso parte anche Laura Garavini, membro della Commissione antimafia. “Quella dei grandi boss, delle stragi, dei traffici di droga e di armi – ha spiegato don Cozzi dialogando con la platea degli studenti – è solo una faccia della mafia. Ora le sue principali attività sono gestite da uomini apparentemente insospettabili con la cravatta e la ventiquattrore che giocano in borsa ed influenzano l’economia mondiale. La mafia si è adattata prima di tutti alla globalizzazione e fa affari senza confini su scala mondiale. I traffici illeciti sono entrati nella finanza e nella politica ed in passato Falcone e Borsellino sono stati assassinati proprio perché stavano svelando sul nascere questo sviluppo della criminalità organizzata”. “La mafia – conclude don Cozzi – si sconfigge con la cultura e con l’etica, se tutti ci impegniamo perché questi due valori diventino la base della nostra vita non ci sarà più spazio per l’illegalità”. (SEGUE)