Roma, 25 nov – Germania, Svizzera, Belgio: Mariza Bafile è appena rientrata in Italia dopo una mini-tournèe di tre giorni nell’Europa continentale, dove ha presentato la propria candidatura nella lista del Pd per le regionali in Abruzzo, ed è già ora di proseguire in Italia la campagna elettorale. “E’ stato un viaggio molto positivo perché ho avuto la possibilità di incontrare molta gente, non solo abruzzesi – spiega a 9Colonne la ex deputata eletta in Sud America – In generale, c’è grande apprezzamento per il fatto che una Regione stia dimostrando con i fatti e non solo con le parole un chiaro interesse per una politica diversa per gli italiani all’estero, che non abbia niente a che fare con il solito pietismo e paternalismo, ma che sfrutti gli italiani all’estero come risorse per affrontare sfide differenti, soprattutto in clima di recessione”. Il nome della Bafile per l’Abruzzo rappresenterebbe infatti una novità assoluta, una inedita apertura di rappresentanza ai corregionali sparsi nel mondo, proprio mentre i tagli della Finanziaria mettono in crisi il rapporto tra l’Italia e gli italiani nel mondo. “Non vorrei essere nei panni del sottosegretario Mantica – spiega la Bafile -: pur con tutta la buona volontà dimostrata, di fronte ai tagli in finanziaria diventa impossibile costruire qualcosa per gli italiani all’estero. Quando si passa da 80 a 30 milioni, sembra ci sia la volontà politica di tagliare i rapporti con l’emigrazione”. Per esempio, “adesso ci sarà una difficoltà nel conservare i corsi di lingua e l’assistenza sanitaria”. Tornando all’impegno per l’Abruzzo, di cui è originaria, la Bafile spiega che “nella battaglia per le regionali credo moltissimo, perché attraverso le regioni, che oggi hanno un grande potere e col passare del tempo ne avranno sempre di più, abbiamo l’occasione buona per recuperare gli spazi che ci sono stati tolti. Speriamo di poter dare il buon esempio quest’anno a tutte le altre regioni in futuro”. Per quanto riguarda il lavoro che l’aspetta, la Bafile cita la “possibilità di ampliare i rapporti con le imprese e con le università, soprattutto per quanto riguarda la ricerca”.
(Sis)