Roma, 27 nov – Il presidente dell’Unaie, Franco Narducci, ha chiesto in una interpellanza urgente al ministro del Lavoro, a proposito dei lavoratori che sono venuti in contatto con l’amianto come nel caso dei dipendenti Eternit, se si ritiene “necessario facilitare l’accesso alle prestazioni dovute da assicurazioni sociali ed enti previdenziali di Paesi stranieri – in particolare della Suva svizzera – ai cittadini italiani che hanno svolto mansioni lavorative in fabbriche e strutture di detti Paesi, organizzando a tal fine una reale campagna d’informazione con il coinvolgimento dei comuni, da attuarsi attraverso il raccordo con gli enti previdenziali dei Paesi predetti, l’assistenza dei patronati e l’accesso ad uno sportello centrale dell’Inail all’uopo predisposto”. Ha risposto a tale interrogazione il sottosegretario Viespoli che messo in rilievo il fatto che alcune situazioni richiamate nell’interpellanza sono ancora oggetto di valutazioni in sede giudiziaria ed ha rassicurato l’on. Narducci che sarà sua cura, in stretto rapporto con l’Inail, dargli tempestive comunicazioni in merito ai lavoratori che hanno prestato attività lavorativa in Italia. Mentre per quanto riguarda i lavoratori che hanno operato all’estero il sottosegretario Viespoli ha detto che a seguito di una prima tavola rotonda organizzata dalla Suva svizzera ( Istituto nazionale svizzero delle assicurazioni e infortuni) nel 2006 alla quale ha partecipato anche l’Inail, si è avviata una collaborazione tra l’Istituto italiano e l’Ente Svizzero e tuttora sono in corso “contatti volti a valutare possibili iniziative utili a facilitare l’accesso dei lavoratori interessati alle prestazioni assicurative loro spettanti per le malattie professionali contratte a causa dell’esposizione all’amianto”.
(SEGUE)